Lifting del Sopracciglio: Tre Tecniche a Confronto

Oggi parliamo della posizione del sopracciglio. Non del trucco e non del tatuaggio: di dove il sopracciglio si trova sul volto, e di come si riporta dove stava.

Il termine tecnico è lifting del sopracciglio, in inglese brow lift. La prima cosa da chiarire è che non si tratta di un intervento solo: sono tre tecniche diverse, con tre indicazioni diverse. Quale delle tre si usa non è una preferenza del chirurgo, è una conseguenza dell’anatomia di chi ho davanti.

Il lifting profondo, per via endoscopica

Si esegue attraverso una piccola incisione nascosta tra i capelli e permette di riposizionare tutta questa zona. Il vantaggio che mi interessa di più però è un altro: dallo stesso accesso si arriva anche all’area medio-facciale, quindi il sopracciglio e il terzo medio del viso si trattano nello stesso tempo chirurgico invece che con due interventi separati.

È la tecnica che ho descritto con il nome di MUST — Minimal Undermining Suspension Technique — pubblicata su Aesthetic Plastic Surgery con il titolo «Combined Eyebrow and Mid-face Lift via Temporal Access». Il principio sta nel nome: si scolla il meno possibile e si sospende. Il funzionamento è descritto in dettaglio nella pagina dedicata alla MUST Technique.

Una precisazione che ripeto spesso: l’endoscopio è uno strumento, non una tecnica. È un equivoco frequente, e ci ho dedicato un intero video, la verità sul lifting endoscopico.


Il GBL, gliding brow lift

Il GBL è un lifting sottocutaneo: si lavora sopra i muscoli, non sotto. L’incisione si può eseguire tra i capelli, quando l’attaccatura non è troppo arretrata, oppure in sede pretrichiale, cioè davanti all’attaccatura dei capelli. La seconda opzione si sceglie proprio per non far arretrare ulteriormente la fronte in chi ha già l’attaccatura alta.

Quello che dà stabilità a un lifting sottocutaneo è la rete emostatica descritta da André Auersvald: una serie di punti temporanei che mantengono la cute aderente al piano sottostante nelle prime ore dopo l’intervento. È da lì che viene la tenuta di questa tecnica nel tempo.

Nelle pazienti giovani è l’opzione che considero per prima, e l’obiettivo che si persegue è una maggiore apertura dello sguardo. Se la cicatrice viene eseguita senza tensione tende a restare poco visibile: la qualità della cicatrizzazione, però, è individuale ed è una cosa di cui parlo prima dell’intervento, non dopo.

Il lifting diretto del sopracciglio

Qui l’incisione si colloca al margine superiore del sopracciglio. È una scelta che riservo a due situazioni: le persone un po’ più avanti con gli anni, che hanno una guarigione più lenta e richiedono una gestione diversa della cicatrizzazione, e i casi monolaterali, in cui c’è un solo lato da correggere.

È una tecnica che va eseguita con molti piccoli accorgimenti, perché la cicatrice resta in una zona esposta. In cambio offre qualcosa che le altre due non permettono con la stessa precisione: disegnare la forma del sopracciglio, lo shape. Detta così a volte suona strana, e non è banale da eseguire, ma quando l’indicazione è quella giusta è di grande efficacia.

Come si sceglie fra le tre

Non esiste una tecnica migliore delle altre in assoluto: esistono tre soluzioni e altrettante indicazioni, e l’idea è che ogni indicazione abbia la sua. Quello che guardo durante la visita è dove si trova l’attaccatura dei capelli e quanto è alta la fronte, se il problema è simmetrico o riguarda un lato solo, l’età e il modo in cui la cute cicatrizza, e se insieme al sopracciglio vada trattato anche il terzo medio del viso.

Il sopracciglio, del resto, non lavora da solo. La sua posizione decide quanta palpebra superiore si vede, quindi la valutazione si fa sempre insieme a quella della blefaroplastica: alzare un sopracciglio caduto e togliere cute palpebrale sono due gesti che si condizionano a vicenda, e farne uno senza considerare l’altro è il modo più comune di sbagliare il risultato. Spesso entra nella valutazione anche il lifting temporale, che agisce sulla coda del sopracciglio e sulla regione della tempia.

Domande frequenti

Quante tecniche esistono per il lifting del sopracciglio?

Tre. Il lifting profondo per via endoscopica, che passa da una piccola incisione tra i capelli e raggiunge anche il terzo medio del viso; il GBL o gliding brow lift, che è un lifting sottocutaneo; e il lifting diretto, che incide al margine superiore del sopracciglio. Rispondono a indicazioni diverse e non sono intercambiabili.

Che cos’è il gliding brow lift?

È un lifting del sopracciglio eseguito nel piano sottocutaneo, cioè sopra i muscoli. L’incisione può stare tra i capelli o davanti all’attaccatura, in sede pretrichiale. La stabilità del risultato si ottiene con la rete emostatica descritta da André Auersvald, che mantiene la cute aderente al piano profondo nelle prime ore dopo l’intervento.

Il lifting del sopracciglio lascia cicatrici?

Sì, come ogni intervento chirurgico. Cambia dove si trovano: tra i capelli nella tecnica endoscopica, tra i capelli o davanti all’attaccatura nel GBL, al margine superiore del sopracciglio nel lifting diretto. Una cicatrice eseguita senza tensione tende a restare poco visibile, ma la cicatrizzazione varia da persona a persona ed è uno dei punti da discutere in visita.

Si può correggere un solo sopracciglio?

Sì, ed è una delle indicazioni tipiche del lifting diretto. Quando l’asimmetria riguarda un lato solo, agire su quel lato con un accesso dedicato consente un controllo della forma che le tecniche bilaterali non danno con la stessa precisione.

Una valutazione, non un intervento standard

Il sopracciglio è una zona in cui pochi millimetri cambiano l’espressione. Per questo la scelta della tecnica arriva dopo la valutazione, mai prima: si guarda l’anatomia, si guarda cosa si vuole ottenere e da lì si decide quale dei tre approcci ha senso.

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