Il Potere del Lifting: Viso collo e mandibola scolpita

Abbiamo già affrontato più volte l’idea di “lifting”: ad esempio, il lifting della mammella non è altro che una mastopessi, ossia il riposizionamento e il sollevamento della ghiandola, mentre il lifting del sopracciglio serve a correggere la ptosi sopracciliare. Spesso si parla anche di lifting cervicale, facciale e temporale, o di lifting medio-facciale, a seconda delle strutture che intendiamo riposizionare.

Nella visione moderna, il fulcro di molti interventi si concentra oggi sulla ridefinizione della linea mandibolare, sull’area infraorbitale e sul collo: qui il muscolo chiave è il platisma, che con il relax nel tempo appanna l’angolo cervico-mentoniero e contribuisce al doppio mento.

Quest’ultimo deriva da diversi fattori concomitanti: lo scivolamento verso il basso dell’area malare, lo scivolamento anteriore e il rilassamento del platisma, unito all’accumulo di grasso infraplatismatico (non sottocutaneo, quindi non lipoaspirabile). Intervenire efficacemente significa lavorare sul platisma, sul grasso sotto-platisma, talvolta spostando la posizione dell’osso ioide o agendo sulla ghiandola sottomandibolare, in un approccio che alcuni chiamano “neck debulking”. L’obiettivo è gestire e riposizionare queste strutture in modo da rendere più acuto l’angolo cervico-mentoniero e far emergere una mandibola più definita, contrastando così la caduta verticale dei tessuti che il tempo impone.

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