Lifting del collo: ridefinire il profilo dopo il dimagrimento

Il dimagrimento importante è un traguardo straordinario, ma spesso la zona cervicale è la prima a mostrare i segni di una pelle che ha perso la sua elasticità. Questo fenomeno, frequentemente definito come “collo lenti” o “bargiglio”, può appannare la linea mandibolare e invecchiare precocemente il volto.

Primo caso: lifting del collo a 46 anni


In questo video, il Prof. Alessandro Gualdi analizza il percorso della paziente. Dopo una significativa perdita di peso, la paziente presentava:

  • Pelle lassa e accumulo sottomentoniero.
  • Profilo mandibolare poco definito.
  • Presenza di rughe cervicali marcate.

L’Approccio: Risultati Naturali e Soft

Per rispondere alla richiesta di un miglioramento evidente ma non artefatto, è stata scelta una chirurgia cervicale mirata. La tecnica utilizzata dal Prof. Gualdi permette di ridistribuire i tessuti attraverso incisioni minime, parzialmente nascoste tra i capelli e nella piega naturale retro-auricolare. Questo evita il timore comune delle cicatrici visibili davanti all’orecchio.

Post-operatorio e Recupero

Il risultato mostrato nel video a soli due giorni dall’intervento evidenzia l’assenza di ecchimosi e un recupero estremamente rapido. La paziente riferisce un fastidio minimo, legato esclusivamente alla necessità di mantenere una posizione corretta durante il riposo nelle prime ore post-intervento.

Secondo caso: lifting cervico-facciale dopo un calo di circa 30 kg

Il secondo caso riguarda una paziente che ha perso circa 30 kg. Dopo un grande dimagrimento il collo cambia in un modo tipico. La pelle è in eccesso, ma non è solo pelle: cedono anche le strutture profonde, cioè il platisma, il muscolo sottile che riveste il collo, e i tessuti che stanno sotto la pelle.

C’è poi un dettaglio che in questi pazienti si vede spesso. Le ghiandole sottomandibolari, cioè le ghiandole salivari che stanno sotto il bordo della mandibola, perso il volume intorno diventano visibili e interrompono la linea del profilo.

Lifting cervico-facciale con asportazione delle ghiandole sottomandibolari dopo un forte dimagrimento, prima e dopo a due mesi, immagine 1

Lifting cervico-facciale con asportazione delle ghiandole sottomandibolari dopo un forte dimagrimento, prima e dopo a due mesi, immagine 2

Lifting cervico-facciale con asportazione delle ghiandole sottomandibolari dopo un forte dimagrimento, prima e dopo a due mesi, immagine 3

Lifting cervico-facciale con asportazione delle ghiandole sottomandibolari dopo un forte dimagrimento, prima e dopo a due mesi, immagine 4

Lifting cervico-facciale con asportazione delle ghiandole sottomandibolari dopo un forte dimagrimento, prima e dopo a due mesi, immagine 5

L’intervento: piani profondi e ghiandole sottomandibolari

Per questo tirare la pelle non basta. Un intervento limitato alla cute, in questi pazienti, tende a lasciare irrisolto proprio ciò che il paziente vorrebbe correggere. Il criterio che seguo è lavorare sui piani profondi e decidere già in visita se e come trattare le ghiandole.

In questa paziente ho eseguito un lifting cervico-facciale sui piani profondi, con asportazione delle ghiandole sottomandibolari. Rispetto al primo caso, l’intervento ha riguardato viso e collo insieme: è questo che significa cervico-facciale.

Perché nel collo la pelle sia solo la parte visibile del problema l’ho spiegato più nel dettaglio nell’articolo sul deep neck lift e il collo pesante.

A due mesi dall’intervento

Le immagini mostrano il prima e il dopo a due mesi. I tessuti si stanno ancora assestando: è un controllo intermedio, non il risultato definitivo. È un singolo caso, e ogni collo ha la sua anatomia: va valutato in visita.

Chi le sta vicino ha seguito il cambiamento. Colleghi e conoscenti le dicono che la trovano bene, e nessuno le chiede che cosa abbia fatto. Per me è la misura del lavoro fatto: il buon lavoro è quello che non si vede. Ritrovare se stessi, non diventare qualcun altro.

Un altro caso in cui il volume sotto la mandibola dipendeva anche dalle ghiandole è descritto in ghiandole sottomandibolari e lifting cervico-facciale.

Domande frequenti

Dopo un forte dimagrimento basta togliere la pelle in eccesso del collo?

Spesso no. Dopo un grande calo di peso cedono anche le strutture profonde del collo, come il platisma, e in una parte dei casi le ghiandole sottomandibolari diventano visibili sotto la mandibola. Un intervento solo sulla pelle lascia questi elementi come sono: per questo i piani profondi si valutano già in visita.

Serve un lifting del collo o un lifting cervico-facciale?

Dipende da dove si è concentrato il cedimento. Quando riguarda soprattutto il collo può bastare un intervento mirato sul collo, come nel primo caso di questa pagina. Quando coinvolge anche il terzo inferiore del viso, si lavora su viso e collo insieme con un lifting cervico-facciale, come nel secondo.

Quando si vede il risultato definitivo?

Non subito. A due mesi dall’intervento i tessuti si stanno ancora assestando, quindi le immagini di quel momento sono un controllo intermedio. I tempi variano da persona a persona, e il risultato si valuta nei controlli successivi.

Le pagine dedicate agli interventi, con indicazioni e percorso, sono quelle sul lifting del collo e sul lifting del viso.