L’invecchiamento del volto è un processo multidimensionale che coinvolge non solo l’epidermide, ma soprattutto il cedimento dei tessuti profondi. In questo approfondimento, analizziamo un caso clinico risolto dal Prof. Alessandro Gualdi attraverso un approccio di chirurgia d’eccellenza.
Le sfide cliniche del caso
Il paziente presentava caratteristiche specifiche che richiedevano un intervento mirato:
- Perdita della linea mandibolare: I tessuti molli, cedendo, appesantivano il profilo.
- Lassità del mento: Il cosiddetto “mento scivolato”, che perde la sua aderenza alla struttura ossea.
- Bande cervicali: Cedimenti strutturali che segnano pesantemente il collo.
L’approccio Deep Plane
Per ottenere un risultato armonico, si è scelto di non limitarsi a un intervento superficiale, ma di optare per un lifting cervico-facciale profondo. Questa tecnica permette di agire direttamente sulle strutture muscolo-aponeurotiche, garantendo una stabilità che il lifting tradizionale non può offrire.
In particolare, il riposizionamento del mento e la correzione del lifting del collo hanno permesso di ricreare una linea netta e scolpita. La particolarità della tecnica profonda è che il viso non appare mai “tirato”, poiché la tensione viene esercitata sui muscoli e non sulla pelle, rispettando l’identità del paziente.
Risultati e Filosofia
Il risultato finale mostra un volto rigenerato e fresco. Come sottolinea spesso il Prof. Gualdi, l’obiettivo è l’equilibrio: una chirurgia che si vede nei risultati, ma che resta invisibile nei segni.
