Un’indicazione minima, ma giusta. In questo caso di lifting cervico-facciale la paziente ha 34 anni e un viso giovane, normale per la sua età. La linea della mandibola però cominciava ad appannarsi, e in alcune posizioni del capo il profilo perdeva nettezza. Il caso mostra perché la domanda giusta non è quanti anni ha il paziente, ma che cosa è cambiato nel suo viso.
A 34 anni non è presto per un lifting?
Me lo chiedono più spesso di quanto si pensi. La risposta è che l’età, da sola, non dice niente. Conta l’anatomia. Ci sono visi giovani in cui la linea della mandibola perde nettezza presto, per struttura, e allora lo sguardo sembra un po’ stanco anche quando non lo è. E ci sono visi che a cinquant’anni non hanno ancora bisogno di un intervento.
In visita guardo come si comportano la pelle, i tessuti profondi e lo sguardo. In questa paziente il quadro era lieve: buona qualità dei tessuti e un’iniziale perdita di definizione del bordo mandibolare. Un quadro lieve richiede una risposta proporzionata. Quando l’indicazione è minima, anche l’intervento deve esserlo.








L’intervento: lifting profondo di preservazione con vettore verticale
Ho eseguito un lifting cervico-facciale profondo di preservazione con vettore verticale. Preservazione significa che i legamenti e le strutture di sostegno del viso vengono conservati invece che recisi: è il principio del preservation facelift. Vettore verticale significa che pelle e tessuti profondi vengono riposizionati insieme verso l’alto, da dove sono scesi, invece che tirati all’indietro verso le orecchie.
La scelta del vettore è il punto centrale. In un viso giovane la discesa dei tessuti è modesta, e riposizionarli in direzione verticale restituisce la linea mandibolare senza alterare le proporzioni del viso né l’espressione. È il criterio che seguo a qualunque età: un’indicazione minima chiede un intervento proporzionato.
Da un’incisione nella zona temporale ho aggiunto un lifting temporale profondo. Lavora sulla parte esterna del sopracciglio e sull’angolo esterno dell’occhio: lo sguardo si apre e appare più riposato, senza interventi diretti sulle palpebre.
A due mesi dall’intervento
Le immagini mostrano il prima e il dopo a circa due mesi. Il bordo della mandibola e l’angolo fra collo e mento sono più definiti, e la cicatrice è già poco visibile. I tessuti però si stanno ancora assestando: è un controllo intermedio, non il risultato definitivo.
L’obiettivo non era cambiare un viso, ma togliere quel minimo di stanchezza: lo stesso viso, con uno sguardo più riposato e una linea mandibolare più netta. È un singolo caso: ogni viso va valutato in visita.
Come si legge in modo corretto un prima e dopo l’ho spiegato in come leggere i risultati di un deep plane facelift.
Domande frequenti
A che età si può fare un lifting?
Non esiste un’età giusta valida per tutti. L’indicazione dipende dall’anatomia: ci sono visi giovani in cui la linea della mandibola perde definizione presto, per struttura, e visi che a cinquant’anni non hanno ancora bisogno di un intervento. Si decide in visita, guardando pelle, tessuti profondi e sguardo.
Che cos’è il vettore verticale nel lifting?
È la direzione in cui vengono riposizionati i tessuti. Con il vettore verticale pelle e tessuti profondi vengono riportati insieme verso l’alto, nella direzione in cui sono scesi, invece di essere tirati all’indietro verso le orecchie. L’obiettivo è ridefinire la linea mandibolare senza alterare l’espressione.
In un paziente giovane l’intervento è diverso?
L’intervento va proporzionato al quadro. Nel paziente giovane la discesa dei tessuti è di solito modesta, quindi l’obiettivo è ridare definizione al profilo mantenendo proporzioni ed espressione del viso. Quando l’indicazione è minima, anche l’intervento deve esserlo.
La pagina dedicata all’intervento, con indicazioni e percorso, è quella sul lifting del viso. Altri casi documentati sono raccolti nei casi clinici di lifting del viso.
