Lo scopo della prima visita: cosa aspettarsi

Uno degli scopi della prima visita, oltre a valutare le indicazioni di cui parleremo un po’ più avanti, è far capire al paziente cos’è realistico aspettarsi e quali sono le fasi di un intervento. Quindi ci sarà una fase di preparazione che implica le foto preoperatorie, la discussione, la firma del consenso, gli esami preoperatori e la valutazione con l’anestesista. Queste sono le condizioni senza le quali non si può accedere a una sala operatoria. Logicamente, sarà compito dello specialista valutare l’indicazione, ovvero cosa fare e come correggerla.

Esistono molte tecniche che portano alla stessa soluzione, quindi è importante diffidare di chi propone un’unica via come “la soluzione”. La medicina non è una religione, ma una scienza, e molte strade portano a Roma. Come emerge spesso nei congressi internazionali, il confronto con esperti di livello mondiale consente di scoprire nuove possibilità.

Lo scopo della visita è modulare e rendere realistiche le aspettative del paziente. Questo non significa disilluderlo, ma piuttosto evitare delusioni, spiegando cosa sia realistico aspettarsi e in che tempi. La chirurgia implica una guarigione che stabilizza il risultato, ed è proprio attraverso questa fase che si raggiunge il risultato promesso al paziente.

Un esempio concreto è il rinofiller, ottima soluzione per piccole correzioni. Tuttavia, il web è pieno di giovani colleghi che realizzano nasi perfetti solo in apparenza. Il problema è che il prodotto non si riassorbe velocemente, e spesso si vedono profili eccessivamente alterati, quasi avatar, con filler che si espandono in modo innaturale. A volte, è necessario il coraggio di affrontare una piccola chirurgia o interventi più complessi che, seppur impegnativi, garantiscono risultati definitivi e soddisfacenti.

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